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Movimento operaio Antifascismo e resistenza Altre storie

QUEL  SETTEMBRE  DEL  ‘43

 

Non è nostra intenzione cercare risposte ai grandi interrogativi relativi alle motivazioni che generano le guerre, siano esse civili o di liberazione, tanto peggio se guerre di espansione e di occupazione.
Ci incuriosisce, invece, capire meglio il vissuto dei nostri genitori, sviscerare le problematiche legate agli anni della loro adolescenza, anni caratterizzati, per l’appunto, dalla guerra, dalla paura, dagli stenti, dai rischi, dalla fame e, in particolare, quelle subite in quei terribili mesi del ’43: esperienze che hanno determinato, in buona parte, la formazione della nostra generazione.
I bombardamenti, i morti innocenti tra la popolazione civile, le abitazioni distrutte, i rifugi, la penuria del cibo: tutto ciò avveniva anche nel nostro territorio.
Non è stato facile trovare nitide testimonianze dirette.
I più anziani erano in guerra, i più fortunati erano “sfollati” in territori più sicuri, altri hanno vissuto gli eventi, ma forse troppo giovani per poter oggi ben collocare temporalmente quelle  tragedie.
Tante notizie raccolte, ma anche tanti interrogativi rimasti insoluti.
Perché tante bombe sulla città che non aveva presidi dell’esercito tedesco? Come mai, invece, le caserme esistenti, e fortunatamente, sono rimaste illese? Dove si rifugiava la popolazione, oltre che nelle tufare dell’oratorio e di piazza Dè Santi e nelle caverne di Sant’Angelo in Grotta? Perché tanti bombardamenti sul quartiere di Pietraccetta e su Liporta, ove sono periti la maggior parte dei nostri concittadini?
Tanti obiettivi militari (caserme, ferrovie) rimasti illesi, tanti cannoneggiamenti e bombardamenti sulle abitazioni civili.
Conseguenza della “Psycholocical Effects of War conditions on the civilian population “ e delle “bombe intelligenti”?
Dovremmo poter ascoltare i deceduti ed i loro parenti su questi temi e sulle “guerre di liberazione”.
Le fonti utilizzate, specie i diari dei privati, non sempre risultano concordare perfettamente nelle date.
Come sicuramente non è precisa, ed è comprensibile il motivo, la data del decesso di molti concittadini. Infatti, fu possibile effettuare le registrazioni di morte all’ufficio dello stato civile, solo a partire dal successivo primo ottobre, e, a distanza anche di un mese, era impensabile pretendere dai dichiaranti dati precisi, soprattutto se il decesso era avvenuto nei giorni dei massicci bombardamenti aerei, quando si scappava, si cercavano rifugi sicuri, ed i cadaveri venivano recuperati, tra le macerie, solo dopo giorni.
Ma vediamo cosa accadde in quel Settembre del ‘43.

 

 

 

DIARIO DI QUEI GIORNI

 

Da gennaio a maggio del 1943 si registrano circa 60 incursioni aeree su Napoli (con 221 morti solo il 4 aprile).


L’11-12 giugno 1943  l’esercito Americano, proveniente dal nord Africa, sbarca a Pantelleria.
Il 21 giugno alle 13,20 prima incursione aerea su Battipaglia (L. Gambardella) e su Salerno.(G. Conforti) .


Il 7 luglio  alcuni autori riferiscono di un bombardamento su Nocera, in particolare, risulta colpito il rione Pietraccetta.
Il 10 luglio l’esercito Americano sbarca in Sicilia.
Il 14 luglio bombardamento su Napoli.
Il 19 luglio bombardamento sul quartiere San Lorenzo di Roma .
Il 25 luglio cade il governo fascista. Mussolini viene arrestato.


Il 12 agosto ricominciano le incursioni aeree su Nocera. (Capp.)
Il 19 e il 20 agosto bombardamenti su Salerno.
Il 21 agosto bombardamenti su Napoli.
Il 28 agosto incursione aerea sulla provincia di Napoli.


Il 1° settembre dieci famiglie trovano ospitalità e ricovero nel convento dei Cappuccini sulla collina di Sant’Andrea (Capp.).
Il 5 settembre pesante incursione aerea su Napoli.

L’8 settembre viene notificato l’Armistizio.
A Nocera viene interrotta la fornitura di energia elettrica, e ciò durerà fino al 10 gennaio 1944 (Capp.).
                                                                                                       

 

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9 settembre : Alle ore 3,30 sbarco dell’esercito Inglese e dell’esercito Americano sulla costa salernitana, da Maiori ad Agropoli:
inizio dell’ “Operazione Avalanche”, conosciuta anche come “Lo sbarco di Salerno”.
Tre battaglioni di Rangers Americani sbarcano a Maiori  agli ordini del Tenente William Orlando Darby, e alle ore 8 si attestano già sul  valico di Chiunzi. Compito dei Rangers, sbarcati a Maiori, era quello di avanzare a nord attraverso le montagne ed occupare il largo passo tra Nocera e Pagani, sulla statale 18, attraverso il quale si entra nella piana del Sarno. Non è affatto chiaro il perché Darby, pur avendo raggiunto Chiunzi così di buon’ora, non si sia spinto giù fino a Pagani - Nocera, dove doveva dirigersi in base al piano d’azione. La compagnia B del 83rd Chemical (Mortar) Battalion, dotata di mortai con bombe al fosforo, dal Monte di Chiunzi avrebbe fatto fuoco su Nocera e Pagani. (A. P. - pag. 28).
Commandos Britannici sbarcano a Vietri.
La 46^ Divisione e la 56^ Divisione del X Corpo Britannico, al comando del Generale Montgomery, sbarcano a Destra Sele, nella zona tra Pontecagnano e Battipaglia, e la 36^ Divisione del VI Corpo d’Armata U.S.A., al comando del Generale Clark, sbarca a Sinistra Sele, tra Paestum ed Agropoli.(W. Churchill).
I primi obiettivi sono la conquista dell’aeroporto di Montecorvino, il nodo ferroviario di Battipaglia e le posizioni strategiche sulle alture  degli Alburni e dei Lattari.
Bombardamenti su Nocera , 3 morti a Pietraccetta, civico n° 46.
10 settembre : La Divisione Panzer, agli ordini del Colonnello Haas, controlla la strada Nocera-Vietri e fronteggia le seguenti unità alleate : Rangers, Commandos e 46^ Divisione (A. P.). A Nocera 13 morti,  (8 a Pietraccetta, 1 a Montalbino e 4 all’Ospedale Militare).
11 settembre : Un forte bombardamento accentra il fuoco sulla collina di Sant’Andrea…. Tutti i vetri del Convento dei Cappuccini sono rotti (Capp.). Si registrano 3 morti (2 a Capocasale).
12 settembre : Paracadutisti dell’Hermann Goering, provenienti da Napoli e da Caserta, agli ordini del maggiore Becker si lanciano sulla strada Chiunzi – Maiori, controllata dai Rangers. La Divisione Panzer si stava ammassando a Nocera, con distaccamenti su Pagani, Chiunzi e Baronissi. (A. P.). A Nocera si registrano 4 morti (2 a Pietraccetta, civico n° 72).
13 settembre : Cominciano feroci i mitragliamenti di aeroplani sulla città e sui cittadini, parecchie vittime restano seppellite sotto le macerie (Capp.). Registrate 15 vittime, di cui 6 a via Napoli, civico n° 24 e 4  a Via Solimena, civico n° 43.
14 settembre : Nuove incursioni sulle campagne e sulle vie principali della città (Capp.) : 7 morti, anche a Vescovado.
15 settembre : Cannoni pesanti lanciano proiettili di grosso calibro su tutta la collina. Vengono danneggiate anche le due porte della chiesa e del convento dei Cappuccini. Molte persone ricoverate nel convento scappano verso il rifugio di Piedimonte (Capp.). Ben  41 sono le vittime, di cui 27 a  Liporta e 7  a Santa Chiara.
16 settembre : Bombardamenti sulle vie della città e sulla strada che mena a Cava dè Tirreni.
Sono assai le vittime tra il popolo civile e militare : 14 morti
17 settembre : “P–38’s fly 27 dive-bombing missions against roads, junctions, railways, bridges and targets of opportunity in the battle area and towns of Vallo della Lucania, Acerno, Nocera, Avellino, Gragnano, Serre, Lioni, Fisciano, Monteforte Irpino, Cava dè Tirreni e Auletta.” (CC of  USAAF).
Alle ore 8 aeroplani mitraglieri si scagliano sulla collina. Le stanze sante ed il frontale del convento di Sant’Antonio sono sconquassate, è colpito un ricovero annesso alla piazza. Un’autoambulanza della Croce Rossa è ridotta in cenere. (Capp.) 3 morti in città.
18 settembre :Ancora bombardamenti di cannoni e mitragliate. Le persone ricoverate nel convento dei Cappuccini restano rigorosamente chiuse nei sotterranei del convento. (Capp.). 7 morti tra Chivoli e Villanova.
19 settembre :Bombardamenti e incursioni di mitraglieri. E’ un giorno molto fosco e nero. (Capp.):  7 i morti in città.
20 settembre : “XII Air Support Command A-36’s attack ad disperse eneury tank and troop concentrations forning near Nocera for a contrattack.” (CC of USAAF)
Bombardamenti Americani su Nocera (G. Conforti). Il paese e il convento sono in continuo panico sotto i colpi dei cannoni e dei mitragliamenti (Capp.). 10 morti in città. Ha fine la battaglia di Salerno (L. Gambardella).
21 settembre :I bombardamenti sono concentrati su Cava e su Nocera Superiore. E’ colpito il Santuario di Materdomini ed è distrutta la parrocchia di S. Maria Maggiore (Capp.). Nel pomeriggio bombardamenti su Camerelle e su Nocera provenienti dal mare (G. Conforti). La 46^ Divisione avrebbe dovuto sbloccare il passo Vietri – Nocera , per consentire alla 7^ Divisione Corazzata di oltrepassare la stessa 46^ a Nocera per l’avanzata su Napoli (A. P.). A Nocera si registrano 5 morti.
22 settembre : “NATBF and XII Air Support Command airplanes hit troop concentrations and gun positions near Serino and Santa Lucia di Serino, road block at Nocera, town and roads at Fisciano, the town of Pagani … the town of Camarella….” (CC of USAAF)
Le incursioni di mitraglieri e bombardamenti si intensificano sempre più sulle campagne e sulle case (Capp.). 39 i morti tra via Federici e il Corso
23 settembre : La  V Armata USA inizia l’avanzata verso Nord.
“Thursday 23 september 1943: “Mediterranean theater of operations” – Western Mediterranean:
In Italy XII Bomber Command B-26’s bomb bridge at Cancello Arnone and 3 miles (Km 4,8) NE of Capua; planes of the NATBF and XII Air Support Command attack motor transport, roads, railroads, town areas, gun positions and targets of opportunity in the areas of San Severino Rota, Avellino, Sarno, Torre Annunziata, Aversa, Resina, Serino, Pompei and Camarella.”(CC of USAAF).
Gli automezzi tedeschi anziché seguire il loro corso per la via che mena a Codola, marciano per le vie del Rione Pietraccetta. Avvistati dalle artiglierie inglesi del X Corpo da Montalbino, comincia una terribile scarica di proiettili su quel rione, in modo da seppellire molti palazzi e case del popolo, facendo innumerevoli vittime tra i cittadini. (Capp.). 8 le vittime registrate allo Stato Civile del Comune.
24 settembre : “US and RAF planes of the NATBF, XII Air Support Command, and other elements of the NATBF attack vehicles, roads, troop concentrations, and gun positions around Santa Lucia di Serino, Serino, Caserta, Benevento, Camerelle, Baronissi, Nocera, Montemarano and San Severo.” (CC of  USAAF).
Continuano i bombardamenti e mitragliamenti (Capp.) : 11 morti a Pietraccetta.
25 settembre : “US and RAF aircroft of the NATBF, XII Air Support Command and RAF DAF hit Serino (causing  a road block), troop concentrations at Sarno, gun positions, troops and vehicles near Nocera…..” (CC of USAAF).
L’offensiva partita il giorno 23 incontra inaspettata difficoltà tra Cava e Nocera, dove la resistenza della “Goering” si rivela particolarmente accanita e la 46^ Divisione non riesce a conquistare il passo di Nocera, attraverso il quale la 7^ Corazzata avrebbe spinto verso Napoli. (A. P.)
Feroce mitragliamento che sembrava sradicare dalle fondamenta il convento di Sant’Andrea. L’obiettivo non era il convento, ma Pietraccetta. Molti civili rimasero seppellitti sotto le rovine e le macerie. Rimane seppellita la casa del convento che fa da rimessa. Tre poveri morti sono stati rinvenuti nel locale dei cappuccini. Poi ne viene rinvenuto un quarto. (Capp.). 8 i morti registrati.
26 settembre :I bombardamenti e i mitragliamenti cominciano di buon ora (Capp.). Cava è liberata dalla presenza di truppe tedesche (A. P.). 3 morti a Nocera.
27 settembre :Dopo un continuo bombardamento per tutta la nottata, a prima mattina si scorgono nuclei di soldati inglesi che vanno in perlustrazione per la città. I nocerini escono dai ricoveri (Capp.) 7 i morti.
28 settembre : “On the ground in Italy, the US Fifth Army is ready for an assault on Naples and Avellino. Castellammare di Stabia, Nocera and Sala Consilina are taken.”(CC of  USAAF).
La 131^ Brigata Motorizzata della 7^ Divisione Corazzata, una volta che le unità della 46^ Divisione raggiungono finalmente Nocera la mattina del 28, passa attraverso la linea di fronte e raggiunge Scafati nella tarda mattinata come elemento di punta della sua Divisione. (A. P.). Il ponte sul Sarno di Scafati è tenuto in piedi con il contributo decisivo dei Partigiani.
Gli Inglesi occupano la città (Capp.). 3 morti registrati allo Stato Civile.
Iniziano le “4 giornate di Napoli”.
29 settembre :Le truppe inglesi marciano verso Sarno e verso Scafati, lasciando Nocera nella più serena calma (Capp.). Dai corridoi di Vietri e di Cava scendevano a grande velocità camions, jeeps, motociclette, percorrevano il Corso e imboccavano, quando vi riuscivano, la via di Sarno e di Pompei (D. Rea).
4 ottobre : Festa di San Francesco. Molti devoti si raccolgono presso il Convento dei Cappuccini; buona parte furono per 21 giorni ricoverati ed ospitati durante i bombardamenti e i mitragliamenti. Per tutto questo periodo la Comunità si è alimentata con focacce di granturco, verdure e peperoni. (Capp.).   

 

Legenda :
(Capp.) : Diario dei Frati Cappuccini (forse del frate generale Pozzuoli) – 1943-1944
(W. Churchill) Winston Churchill : “La seconda guerra mondiale” Vol. V – Mondadori – Verona 1966
(G. Conforti) Giovanni Conforti : “Salerno ‘43” – Cava dè Tirreni 1996
(L. Gambardella) Luigi Gambardella : “Diario di quei giorni” - Battipaglia 2007
(A. P.) Angelo Pesce : “Salerno 1943  “Operazione Avalanche” – Alberelli 1996
(D. Rea) : Domenico Rea - ”Il ragazzo dei bottoni e altri racconti” Lecce 2003- pag. 93
(CC of USAAF) : Combat Chronology of U.S. Army Air Force
Archivio di Stato Civile del Comune di Nocera Inferiore

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Quel settembre del ’43:  Tante   storie

 

Tanti sono gli episodi legati a quei mesi del ‘43.
C’è la storia di William Fox, un ranger americano che sbarcò sulla spiaggia di Maiori il 9 settembre del 1943. Al termine degli eventi bellici, egli restò in Italia per sposare, in seconde nozze, Vanda Cascone. Dopo la morte della moglie si trasferì definitivamente a Tramonti, dove si è spento, qualche anno fa, all’età di 83 anni, e dove è sepolto.
La storia del Capitano medico Mario Sarro da Oliveto Citra, classe 1910, ci è stata, invece, raccontata da Tonino Masullo. Il medico “… fu instancabile nel suo compito di aiuto chirurgo dell’Ospedale militare di Nocera e riuscì ad effettuare tanti interventi, salvando dalla morte molti feriti. Gli fu conferita la Croce di Guerra al Valor Militare per l’alto senso di pietà ed il nobile attaccamento al proprio dovere”.
C’è la storia dei due piloti americani. Il loro aereo fu colpito nel cielo di Nocera Superiore. Essi riuscirono ad azionare in tempo il dispositivo per l’espulsione dall’abitacolo dell’aereo colpito e si paracadutarono sul colle di Torricchio, in una zona coperta da fitta boscaglia. Questa scena era stata seguita, con evidente trepidazione, da Carmine e da Camillo Del Regno. Questi, percorrendo sentieri a loro ben noti, individuarono il nascondiglio dei due piloti. Da quel giorno  i Del Regno garantirono ricovero e un pasto agli sventurati, fino al ricongiungimento di questi ultimi con le truppe americane. Grosso segno di riconoscenza fu quando i due piloti si ripresentarono a Torricchio con una jeep carica di provviste.
E si narra  del saccheggio al pastificio Gabola, dei forzati soggiorni nei rifugi.
Quante pagine interessanti ha scritto a riguardo Domenico Rea.
I nocerini durante i bombardamenti, si rifugiavano nella cave di tufo di Pietraccetta e di piazza Dè Santi, oppure a Sant’Angelo in Grotta ed al Tristone, o nelle cantine dei palazzi, un morto fu trovato addirittura nella sagrestia del Vescovado.
Tra mito e cronaca vi sono le storie del furto di cavalli presso il Gran Quartiere per soddisfare i morsi della fame; del “mitico” carretto di Cicalesi cannoneggiato dagli Alleati più volte da Montalbino perché scambiato per mitragliatrice; dei racconti degli anziani di Capocasale, secondo i quali “a Capocasale i Tedeschi non potevano metterci piedi”; dei nocerini che si portavano sulle Chiancolelle per invitare gli Alleati a non cannoneggiare la città ed a scendere a valle.
Ci sono le storie dei ricoverati dell’ospedale psichiatrico, oltremodo terrorizzati dai bombardamenti.
La presenza dei soldati marocchini, il taglio dei capelli imposto a talune donne, la distribuzione di cioccolata e di sigarette, di gallette dure e di scatole di fagioli, la comparsa del latte in polvere e della gomma da masticare, delle AM-lire e del DDT.
Le promesse di matrimonio.
La tragedia dei senzatetto (alcuni sistemati a Villa Maria) e di chi aveva perduto i cari.
La storia delle bombe al fosforo lanciate su Nocera dalla Compagnia B dell’83rd  Chemical Battalion.
I presidi militari che erano allocati nel convento di Sant’Antonio, nel liceo classico, in via Garibaldi.
L’ospedale militare britannico che costituì il nucleo del futuro ospedale civile.
La storia del Generale Carlo Canger, all’epoca dei fatti Tenente dei Carabinieri.
L’azione partigiana a Scafati per salvare il ponte sul fiume Sarno.
La fucilazione del partigiano Antonio Tramontano, avvenuta nella piazza di Cuneo.
La storia del partigiano Lorenzo Fava, fucilato a Verona.
Le storie degli altri partigiani nocerini e dei comuni vicini : Alfonso Bruno a Vicenza, Elio Del Bene a Torino, Alfonso Gallo e Vincenzo Maresca in Grecia, Crescenzo La Mura e Alfonso Lanzara in Jugoslavia, Giovanni La Mura in Francia, Francesco Rese all’isola di Lero
Le storie degli esiliati politici : Giuseppe Cuomo, confinato ad Ustica, Salvatore Tramontano, Luigi Ferrara, Emilia Buonacosa, Ernesto Danio, Giuseppe Vicedomini.
Le partenze notturne, con i treni di passaggio, di madri accompagnate dai figli o di “vicini di basso”,  verso i territori dell’entroterra e della Basilicata per l’approvvigionamento di viveri  (Balvano 1944).
La storia delle vittime dei bombardamenti: la tragedia della famiglia Campone, composta da padre, madre e da 10 figli, tutti morti il 15 settembre nella loro casa di Liporta, o della famiglia Gambardella di via Napoli, sei persone, padre, madre e 4 figli, dai 17 ai 5 anni.
Le storie di Antonio Cianciullo e di Luciano Gambardella, trucidati nel settembre del 1943 a Cefalonia.
Le storie dei mutilati e degli invalidi di guerra.
…La voce dei caduti civili.
Quante storie … che ci ripromettiamo di raccontare e quante altre che potremmo conoscere con il contributo dei lettori.

  
Bibliografia :
Angelo Pesce : “Salerno 1943  “Operazione Avalanche” – Alberelli 1996
Gianfranco De Biasi : “Salerno Napoli 1943 : Lo sbarco degli alleati attraverso i filmati” – Sarno 2005
Norman Lewis : “Naples ‘44” – Milano 1998
Tonino Masullo : “Antifascismo, resistenza e guerra di liberazione” – Inter Press 1999
Winston Churchill : “La seconda guerra mondiale” Vol V – Mondatori Verona 1966
Giovanni Conforti : “Salerno ‘43” – Cava dè Tirreni 1996
Ciro Fusco : “Innocenza e guerra” - Nocera Inferiore 1988
Luigi Gambardella : “Diario di quei giorni” - Battipaglia 2007
Diario dei Frati Cappuccini - 1943
RSS n° 18 - IX – 1992
RSS n° 20 – X – 1993
Battaglia di Nocera : Corriere di Napoli 11/9/1943
D. Rea : Domenico Rea - ”Il ragazzo dei bottoni e altri racconti” Lecce 2003- pag. 93
Combat Chronology of U.S. Army Air Force
Archivio di Stato Civile del Comune di Nocera Inferiore (si ringrazia Renato D’Alessandro)
I Decorati della Provincia di Salerno – Edizione “Nastro Azzurro”

 

ALTRI DOCUMENTI CORRELATI

 

Caduti Civili

Caduti di Guerra

Prigionieri

 

   

LEGITTIMA   L’ AMBITA ONORIFICENZA  PER  NOCERA

 

Nel 1960, con proprio Decreto, il Presidente della Repubblica conferì alla Città di Salerno la Medaglia d’Argento al Valor Civile per aver, negli anni tra il 1940 e il 1945 …” sopportato con intrepido coraggio e fiero comportamento numerosi bombardamenti, sacrificando la vita di molti suoi figli. Offriva nobile esempio di vivissima fede nel libero avvenire della Patria”.
L’onorificenza a Salerno era dovuta, non solo per le motivazioni sopra richiamate, ma anche perché in quegli anni Salerno era stata Capitale d’Italia.
Il 28 marzo di quest’anno il Prefetto della Provincia di Salerno ha consegnato una Medaglia d’Argento al Merito Civile al Comune di Battipaglia, in virtù di un Decreto, dello scorso anno, del Presidente della Repubblica Ciampi.
Nelle motivazioni : … ” fu sottoposto, nella seconda guerra mondiale, a violentissimi bombardamenti alleati con 117 vittime civili, danni ingentissimi alle infrastrutture, al patrimonio industriale e con l’abitato quasi completamente raso al suolo. Luminoso esempio di spirito di sacrificio e di amor patrio.”
Il D.P.R. che concede l’onorificenza al Comune di Battipaglia è, quindi, del 2006, più di sessanta anni dopo lo svolgimento dei fatti.
Riteniamo, per questo, di essere ancora in tempo affinché l’ambita onorificenza sia concessa anche alla città di Nocera Inferiore.
E questo non solo per le vittime civili di guerra, che nel solo mese di settembre del 1943 sono state 310, quanto per il tributo complessivo di vite umane sacrificate anche sui campi di battaglia, per i mutilati e gli invalidi di guerra e per gli ingenti danni arrecati al patrimonio immobiliare abitativo e produttivo (la distruzione di reparti delle M.C.M.).
Distruzioni e vittime si sono avute al Casale del Pozzo, a Pietraccetta, a Liporta, lungo il corso Vittorio Emanuele e un po’ dappertutto.
Ed almeno 131 nocerini sono caduti, vittime della guerra, a Cefalonia e in Grecia, sul fronte Africano, nei Balcani , in prigionia, tanti sono stati i dispersi.
Un tributo davvero elevato per questa comunità.
Nessuno potrà restituirci quelle vite umane, ma che si serbi il ricordo di tanti sacrifici.

   

 Rocco Vitolo